Attentato a Beirut, muore capo dei servizi

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Attentato a Beirut, muore capo dei servizi

Ottobre 19, 2012 News 0

LIBANO

Attentato a Beirut, muore capo dei servizi
Almeno otto morti e 86 feriti

Il generale era il bersaglio dell’attacco. Il boato all’ora di punta in pieno centro: 80 feriti

fonte : Corriere.it

(da Twitter - Lbc Europe)(da Twitter – Lbc Europe)Un’autobomba è esplosa poco prima delle 14, ora italiana, a Sassine Square, nella zona est (quella cristiana) di Beirut, in Libano. Nell’attentato è morto il generale Wissam al Hasan, capo del servizio informazione della polizia libanese e probabilmente bersaglio dell’attacco. Hassan era considerato l’artefice del fallimento di un complotto ordito negli ambienti filo-siriani ed era stato accusato di recente dagli sciiti di Hezbollah di fornire armi agli oppositori siriani dell’Esercito libero. In serata la tensione è salita anche ad Amman per il crollo di un soffitto in un centro commerciale, inizialmente scambiato per un’esplosione.

IL BILANCIO DELLE VITTIME – L’agenzia di stampa libanese (Nna-leb) ha riferito di almeno otto vittime a Beirut citando fonti della Protezione civile. I feriti sarebbero un’ottantina, diversi gravi secondo la Croce Rossa libanese. Il ministro della Sanità Ali Hassan Khalil, ha fornito un bilancio «provvisorio» diverso: tre vittime e 94 feriti. Un altro esponente del governo, il ministro delle Telecomunicazioni Nicholas Sehnaoui ha confermato come «altamente probabile» l’ipotesi attentato.(Reuters/Kheir)(Reuters/Kheir)

L’ORA DI PUNTA – Ashrafieh, il quartiere dell’incidente è particolarmente frequentato, e il venerdì pomeriggio è un’ora di punta. Sassine Square è particolarmente famosa per la sua area pedonale, i negozi e i ristoranti, e vi sono numerose banche. Nella zona si trovano anche le sedi della radio Voice of Lebanon e di Lbc Europe, un’emittente che ha ripreso dall’alto la piazza e che indica il parcheggio della Bemo (Banca europea per il Medio-Oriente) come probabile sede dell’esplosione. Anche alcuni partiti hanno sede nel quartiere e potrebbero essere stati l’obiettivo dell’attentato: l’esplosione è avvenuta più o meno a metà strada tra questi punti di riferimento, quindi le autorità non si pronunciano. Secondo testimoni sul posto a esplodere sarebbe stata una Mercedes 300.

(Afp/Baz)

(Afp/Baz)PALAZZI DANNEGGIATI – Le cifre sono tuttora incerte, dato che i soccorsi sono ancora in corso. I feriti sono stati trasportati al vicino ospedale Hôtel-Dieu de France (dove è in corso una raccolta sangue straordinaria), al Rizk e allo Jeitawi. Almeno due edifici residenziali sono rimasti danneggiati fino all’altezza del secondo piano, secondo le immagini mostrate da Al Jazeera. In un caso, il piano terra appare sventrato e i balconi sono crollati, in un altro si è sviluppato anche un incendio. Nel raggio di centinaia di metri sono esplosi i vetri di abitazioni e uffici. Diversi testimoni segnalano che le reti cellulari non sono al momento attive.

DAMASCO CONDANNA – Nihad Mashnuq, leader del movimento Mustaqbal, che guida l’opposizione, non ha avuto dubbi: «È un messaggio esplicito del regime siriano che vuole terrorizzare i libanesi». Il governo siriano, da parte sua, ha immediatamente condannato con forza il sanguinoso attentato. Il ministro dell’Informazione Umran al Zobi, secondo l’agenzia Sana, ha detto che «si tratta di un attacco terroristico ingiustificabile». Il timore concreto degli opinionisti libanesi, però, è che l’esplosione sia legata alle crescenti tensioni che la rivolta siriana, in corso ormai da 20 mesi, sta generando nel paese. «Noi cerchiamo di lavorare perchè il nostro Paese non sia coinvolto in quello che sta accadendo in Siria, ma ci sono persone che vogliono invece spingerlo nella guerra, ci vuole tanta saggezza, tanta forza per salvare questo nostro Paese», ha riferito ai microfoni della Radio Vaticana l’arcivescovo maronita di Beirut, Paul Youssef Matar.

VOGLIONO TRASCINARCI NEL VORTICE – Anche Sami Gemayel, deputato del partito delle Falangi, che ha avuto la sede parzialmente danneggiata dall’esplosione, ha commentato: «questo atto terroristico mira a trascinare il Libano verso gli eventi che scuotono la regione», con un implicito riferimento alla Siria. Sami Gemayel è fratello di Pierre, l’ex ministro ucciso nel 2006 in un agguato attribuito al regime siriano, e nipote di Bashir Gemayel, l’ex presidente ucciso nel settembre 1982 in un attentato proprio vicino a Sassine Square.